• iLAviaggiatrice

IO, TABUCCHI, I NOSTRI VIAGGI ED ALTRI VIAGGI...


e' l'una di notte, sto rientrando a casa dopo una giornata intensa e piove... vengo assalita da un unico desiderio: un bagno bollente, con tanta schiuma, candele, tisana alla cannella e... un bel libro!! E già so cosa voglio leggere...così, mi avvicino rapida allo scaffale della libreria e pochi secondi dopo mi immergo nella vasca con la mia scelta tra le mani: "Viaggi ed altri viaggi" di Antonio Tabucchi.

Ultimamente sento questo autore molto vicino a me, sarà perchè anche lui ha una doppia anima: una toscana , dove è nato, e una portoghese, dove ha scelto di vivere e morire.

Sarà per come scrive e per quel che scrive, che è esattamente il mio pensiero... condividiamo esperienze e visioni della vita... Lui però aveva scelto Lisbona, mentre io ho preferito Porto. Entrambi siamo stati stregati dalle Azzorre, ce ne siamo perdutamente innamorati e abbiamo scritto un libro che parla di queste isole. (il mio ancora lo devo pubblicare!)

Ho scoperto Tabucchi proprio 2 anni fa, quando comprai il suo "Donna di Porto Pim" prima di partire per la prima volta per quel viaggio che mi avrebbe stravolto la vita. Ancora non lo sapevo a quei tempi!!

Lo stile scorrevole, diretto e sincero di Tabucchi mi incanta. Così, ieri notte in due ore mi sono divorata il suo libro, VIAGGI ED ALTRI VIAGGI, che è, dei suoi scritti, il mio libro preferito. Adoro ritrovandomi tra le sue pagine, le sue parole e i suoi pensieri, che sono anche i miei.


Io e Tabucchi condividiamo l'idea del "Viaggio" e del sentimento di "saudade" che solo chi prova può comprendere per davvero.


Il " viaggio" per noi è scoperta, stupore, imprevisto e improvvisazione. Perchè è proprio quando ci perdiamo in un luogo, che troviamo, per caso, i posti più belli. Ed è solo quando ci confondiamo con le persone locali, che possiamo dire di aver veramente vissuto un luogo.


La "saudade" invece, è quel sentimento così profondo e difficile da spiegare a parole, che solo chi la prova può comprendere davvero.. e che colpisce solo i viaggiatori più sensibili.

Tabucchi riesce a darne una definizione veritiera: è quella sensazione nostalgica, spesso, una nostalgia del futuro. Se siamo in luogo e ci siamo totalmente immersi, potremmo provare la saudade pensando che un giorno quel luogo ci mancherà, e se dovessimo tornarci, potrebbe non essere più lo stesso.


Io sento spesso, spessissimo, saudade delle isole Azzorre. E un richiamo inspiegabile, che spesso mi costringe a prendere un aereo e volare qualche giorno sull'isola, per calmare il mio stato d'animo.


Tanti sono i libri di Tabucchi, tutti belli, io per ora ho letto "Sostiene Pereira" , "Donna di Porto Pim" , " gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa" e " Viaggi ed altri viaggi"

E' proprio quest'ultimo libro che voglio consigliarvi. Partite da questo, per comprendere lo scrittore e innamorarvi della sua filosofia di vita. E poi, chi vorrà, potrà proseguire con gli altri romanzi per apprezzarlo sempre più.


vi lascio con un estratto del suo libro, proprio dal capitolo dedicato alle Azzorre.. Parole che condivido a pieno, perchè l' ho vissuto in prima persona, e , per scherzo del destino , proprio nello stesso luogo di Tabucchi, alle Azzorre..


" Un luogo non è mai solo “quel” luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati.

Ci siamo arrivati il giorno giusto o il giorno sbagliato, a seconda, ma questo non è responsabilità del luogo, dipende da noi. Dipende da come leggiamo quel luogo, dalla nostra disponibilità ad accoglierlo dentro gli occhi e dentro l’animo, se siamo allegri o malinconici, euforici o disfotici, giovani o vecchi, se ci sentiamo bene o se abbiamo mal di pancia. Dipende da chi siamo nel momento in cui arriviamo in quel luogo. Queste cose si imparano col tempo, e soprattutto viaggiando. "




BUONA LETTURA!