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Cose da sapere sul clima alle Azzorre


Vediamo cosa bisogna sapere sul clima delle Azzorre prima di viaggiare in queste isole. Prendi nota di tutto per preparare il tuo viaggio nel cuore dell'Atlantico!


Qual'è la migliore stagione per andare alle Azzorre?


E’ inutile irritarsi per la dinamica del clima o domandarsi quale sia l’altura migliore per viaggiare alle Azzorre. Prendete con filosofia le giornate che trovate, perché è questione di fortuna.


Sono stata alle Azzorre nel mese di novembre con giornate di sole pieno e 22 gradi per una settimana intera, come mi è capitato di esserci a fine giugno, in estate, e fare tour sotto la pioggia incessante e la nebbia.


C’è chi lo fa tutto l’anno, io stessa a novembre, con 18 gradi e le giornate di sole, mi concedo sempre un tuffo nell’oceano al mattino. Non c’è cosa più bella che nuotare nelle fresche e limpide acque dell’ oceano, tra miriadi di pesci colorati, per iniziare la giornata con la giusta energia!



Una ragazza sorride di spalle all'oceano prima di fare il bagno
Tuffo nell'oceano al mattino


La pioggia, protagonista del clima alle Azzorre


Il microclima delle Azzorre permette la crescita di una vegetazione rigogliosa, che si ritrova simile solo in Asia. Ciò ha permesso nei secoli precedenti l’importazione e la piantagione di alcune specie tropicali.


E’ facile comprendere che, al fine di mantenere viva e esuberante questa fitta vegetazione di foreste e di prati sempreverdi, e per garantire il sostentamento dei numerosi bovini e delle mucche, vere protagoniste delle isole, è indispensabile che piova molto. Le piogge torrenziali sono brevi ma intense, ti sorprendono all’improvviso e così come iniziano, poi finisco repentinamente, lasciando spazio ad ampi arcobaleni, che donano quel tocco di magia alle isole, rendendole ancora più fiabesche.


Un arcobaleno che risale tra le nuvole
Arcobaleno dopo la pioggia


Fenomeni naturali del clima alle Azzorre


La notte tra il 1 e il 2 di ottobre 2019, un forte uragano , nominato Lorenzo, ha colpito alcune delle isole Azzorre, provocando immensi danni. Sono stata a Faial, una delle più colpite, esattamente una settimana dopo il passaggio di “Lorenzo”, che è arrivato alla velocità di 163 chilometri all’ora, assicurandosi il primato del più forte uragano degli ultimi venti anni.

Nel corso della notte, 53 persone sono state sfollate, 61 strade e la luce è saltata pressochè ovunque.


Passeggiando per l ‘isola, una settimana dopo, si notano alcune piante bruciate per via del sale dell’oceano; case distrutte, tetti crollati, abitazioni completamente mangiate dal mare, percorsi pedestri cancellati dal maremoto, muretti abbattuti. Tutto è un cantiere per riparare i danni effettuati. Gli abitanti, purtroppo, sono abituati alle catastrofi naturali, non si scoraggiano o disperano, semplicemente affrontano la realtà, si rimboccano le maniche per ricostruire ciò che è perduto e si aiutano a vicenda. La vita collaborativa di comunità, in queste occasioni, è ancora più evidente.


Nell'isola di Flores, ci sono 700 capi di bestiame che entro la fine dell’anno dovranno lasciare l’isola e essere trasferite altrove. Questo dovuto alla caduta del foraggio per il passaggio dell'uragano Lorenzo, unito alla difficoltà di ottenere razioni sull'isola. La disperazione dei produttori è evidente, si parla di perdite del 70%.


Non permettere il maltempo rovinare i tuoi piani


Il Presidente della Repubblica del Portogallo, Marcelo Costa, ha deciso di trascorrere il capodanno sull’ isola di Corvo, nel territorio più remoto del Paese. Nonostante il forte maltempo, è riuscito ad atterrare e a trascorrere la notte con i 300 abitanti che lo stavano aspettando. Ha cenato con la popolazione, aspettando la mezzanotte per brindare insieme a loro. Il mattino seguente, dopo il tradizionale discorso di augurio di buon anno, ha partecipato alla Messa e, rispettando la tradizione portoghese, il 1 gennaio ha fatto il bagno nell’ oceano, come rito propiziatorio per un’annata buona!


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